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| La mia danza La danza è il linguaggio attraverso il quale mi esprimo. Non è essenziale stabilire le ragioni della scelta tra danza araba o classica. Forse è stata l'affinità con alcuni movimenti a dirigermi nella scelta di una tecnica che mi fa provare emozioni che riesco a mia volta a trasmettere al pubblico. La musica diventa movimento, il movimento trasforma l'energia in emozioni. Nei miei spettacoli la storia è solo un pretesto. Non intendo trasmettere un messaggio riposto nella sequenza narrativa. Il mio interesse è per l'emozione che nasce dal semplice gesto. La mia arte è per tutti coloro che vogliono aprirsi a ricevere. Non esiste una soglia culturale, ma sensibilità e predisposizione all'ascolto. La mia stessa emozione mi guida, non posso sentirmi chiusa in uno stile prestabilito. Ho bisogno di libertà per rinnovarmi continuamente, seguendo l'istinto e l'improvvisazione. La musica mi trasporta in un altro mondo, il mio mondo, ed è lì che cerco di condurre chi mi segue. Danza e arte La danza è arte e in quanto tale è espressione e creazione.
Non è possibile parlarne in relazione alla tradizione culturale di un paese, soprattutto se questa non ci appartiene, ma semplicemente ci affascina e irretisce.
La creazione è legata alla natura dell'individuo: il lavoro da condurre è la ricerca delle radici e della propria verità, solo questo può portare ad una vera forma di espressione.
La tradizione e la cultura di un paese non possono essere che un punto di partenza per un viaggio che non ha una meta prestabilita, ma solo una direzione.
La femminilità è elemento naturale della donna, è superficiale soffermarvisi o compiacersene. La sensualità fa parte della vita e della corporalità, la danza è anche questo, ma deve poter essere “semplicemente scontato” per andare oltre.
Dalla danza non otteniamo soltanto gioia, ma anche il dolore di trovarsi davanti ai nostri limiti e doverli comunque superare o amare.
Non fermiamoci ai semplici estetismi, non crogioliamoci nella sicurezza che infonde qualcosa di ormai stabilito, la ricerca deve andare oltre allo scontato e al conosciuto.
Non abbiamo paura di sperimentare, di tentare, di immaginare...
Questa è la direzione che ho scelto.
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